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CARROZZA CELLULARE Tipo 1911 (Passo 4.800)

Presero servizio intorno al 1912 per il trasporto dei detenuti e furono costruite in 60 unità (Kcr 48.107 – 166). L’interno era suddiviso in 17 piccole celle ognuna dotata di impianto di scarico WC, da qui la particolarità dei numerosi tubi di scarico visibili sotto il telaio. Al centro, in prossimità delle porte, erano sistemate le panche degli uomini di scorta (fino a sei uomini), che potevano usufruire di una ritirata a loro riservata dotata di piccola finestra.

Prestarono servizio fino agli anni 70. Un esemplare è stato restaurato ed è visibile presso il Museo di Pietrarsa, anche se presenta alcune imprecisioni dal momento che abbiamo ricostruito le trasformazioni che nella loro lunga vita hanno subito queste carrozze. Per questo motivo abbiamo deciso di riprodurre il mezzo in tutte le sue ambientazione e modifiche nei suoi anni di vita. La rivista ITreni sul numero 477 ha dedicato un articolo ai nostri modelli.

VERSIONE  è il modello così come uscito dalla fabbrica e presentava dei piccolissimi finestrini in alto (due per ogni cella), un mancorrente e il predellino di salita lungo tutta la fiancata, come era in uso sulle carrozze “centoporte”. In testata, oltre le pensiline, c’era la scaletta che portava sul tetto dove era sistemata una passerella in legno che camminava per tutta la lunghezza del mezzo tra i numerosi aeratori “torpedo” (18 piccoli e 3 più grandi). La colorazione era: il telaio nero e la cassa in verde vagone con imperiale grigio cenere. Le scritte erano bianche sul telaio e giallo segnale ombreggiate di rosso sulla cassa.

 

VERSIONE II°, tra la fine degli anni 30 e inizio 40 iniziarono le prime trasformazioni: sono scomparse le passerelle sul tetto, restano i 18 “torpedo” piccoli, mentre quelli grandi non ci sono più e ci sono ancora le due pensiline. La cassa nelle fiancate è leggermente diversa perché al posto delle finestrelle ora c’è una terza apertura. La colorazione, nei primissimi esemplari, resta telaio nero e cassa verde, ma alcuni carri di questa seconda versione hanno subito anche una colorazione del telaio castano e la cassa in marrone olio, con imperiale alluminio. In questo caso tutte le scritte (cassa e telaio) erano in giallo segnale ombreggiate di rosso.

 

III° VERSIONE, intorno agli anni 45’ ci furono delle modifiche ancora più consistenti, perché al posto delle piccolissime finestrelle apparvero degli aperture più grandi con paretine a “raggiera” e, subito sotto, piccole finestrelle rettangolari con una retina (tipo zanzariera) fissata all’esterno delle sbarre. La colorazione è: il telaio castano e la cassa in marrone olio con imperiale alluminio. Tutte le scritte (cassa e telaio) erano giallo segnale ombreggiate di rosso. Non è escluso che i primissimi esemplari apparvero ancora con telaio nero e cassa verde.

 

IV° VERSIONE, negli anni 60’ i carri furono dotati dell’attacco, accanto alla porta di accesso, del riscaldamento elettrico a 650 Volt. In questa ultima versione il telaio ha subito una profonda trasformazione: non ci sono più tutti gli scarichi poiché le celle non sono più dotate di proprio WC (la ritirata che prima era riservata ai soli uomini di scorta è stata ampliata e ora è a servizio anche dei detenuti); inoltre la pedana di salita non è più lunga quanto la cassa, ma corta e posizionata in prossimità della porta di salita. Nel sottocassa oltre alle batterie, c’è la voluminosa attrezzatura per il riscaldamento elettrico. La colorazione è in grigio ardesia, il telaio nero e il tetto in alluminio. Il logo FS è a televisore.

 

Modelli in tutto ottone e perfetta scala 1:87. Gli estremi degli assi sono alloggiati in bicchierini di ottone torniti, questo rende lo scorrimento del mezzo sui binari molto fluido. Il modello è dotato di gancio modellistico, su porta gancio a norma NEM362.

 

 

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